Autore: Contro Verso
Il tema della convergenza si presenta al momento come argomento di grande attualità, in modo particolare per le implicazioni ad esso legate . Abbiamo definito la convergenza come “il processo di ibridazione tra i sistemi di trasmissione audio-video di tipo diffusivo (radio e televisioni), i servizi interattivi di tipo Web (e.g. e-commerce) e la possibilità di usare piattaforme di fruizione differenti (computer, TV, periferiche wireless)”. A questo, abbiamo aggiunto una classificazione della convergenza, a seconda delle dimensioni che di volta in volta può assumere: convergenza tecnologica; convergenza dei mercati. Alla prima si riferiscono le tematiche relative alla “rete” e ai “device”; alla seconda fanno invece riferimento i “mercati” e i “servizi”. In questa sede si tratterà in particolare della convergenza dei device, proseguendo nella descrizione degli smartphone come risultato di tale processo. La convergenza dei device può essere definita come “la capacità dei device di gestire servizi di natura diversa, eventualmente veicolati da reti diverse”. È opportuno, prima di procedere nella descrizione delle caratteristiche di uno smartphone, definire cosa si intende per device. Device è uno strumento che permette all’utente di accedere ad una “rete” o ad un “sistema” e di ottenere un input o un output dalla rete o dal sistema stessi. Ciò significa che è possibile classificare i device in due categorie ben distinte, ossia “input device” e “output device”, dove la prima categoria indica quegli strumenti che, insieme ad un software adeguato, trasformano le informazioni fornite dall’utente in dati che il computer può processare; con la seconda al contrario si intendono gli strumenti e le modalità (canali di comunicazione) che sono usati dal computer per comunicare con le persone.Un esempio di input device sono la tastiera, il joystick, il mouse, il trackball, il touchpad, la pen tablet, il touch screen, la videocamera, il microfono, ecc…La stampante, lo schermo, i dispositivi audio, e altri sono un esempio invece di output device.La scelta di un particolare strumento dovrebbe contribuire quanto più possibile all’usabilità del sistema. In generale un device dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: correlarsi alle esigenze fisiologiche e psicologiche degli utenti, alla loro formazione e al loro grado di esperienza. Essere appropriato per i compiti che tramite esso devono essere eseguiti. Essere adatto con il lavoro e con l’ambiente; per esempio uno strumento che accetta il parlato potrebbe essere utile in un ambiente dove non c’è una superficie su cui poggiare una tastiera, ma sarebbe inopportuno in un ambiente rumoroso. Lo smartphone è un esempio di come device convergenti, di natura differente, possano convivere all’interno di una stessa tecnologia che integra una molteplicità di servizi, il cui accesso in passato era prerogativa di tecnologie tra loro in conflitto. Lo smartphone è un dispositivo portatile che abbina funzionalità di gestione di dati personali e funzionalità di telefonino nello stesso apparecchio. Può derivare dall’evoluzione di un PDA (personal digital assistant), a cui si aggiungono funzioni di telefono, o, viceversa, di un telefono mobile a cui si aggiungono funzioni di PDA. La caratteristica più interessante degli smartphone è la possibilità di installarvi altri programmi applicativi, che aggiungono nuove funzionalità. Questi programmi possono essere sviluppati dal produttore, dallo stesso utilizzatore, o da terze parti. Lo smartphone quindi nasce dalla convergenza di alcuni device: un display interattivo, una fotocamera digitale, un modem, dei dispositivi audio, una tastiera QWERTY, un sistema GPS, ecc…Dalla confluenza di questi strumenti l’utente ha la possibilità di accedere a servizi diversi come telefonare, inviare sms, mms, videochiamere, guardare la TV attraverso lo streaming video, oggi possibile per mezzo dello standard DVBH, navigare sul web, inviare e ricevere e-mail con tanto di allegati, utilizzare applicativi come alcuni fra i più comuni Microsoft (Word, Excel, PowerPoint…), ascoltare la radio o i propri Mp3. Di conseguenza una tastiera viene utilizzata per digitare un numero telefonico, fare zapping da un canale all’altro, oppure scrivere una relazione. Sul medesimo schermo verrà visualizzato il volto della persona che sto videochiamando, la partita di calcio, la mail che ho appena ricevuto, la rubrica del telefono. “Verso un futuro smart???” un interrogativo al quale la risposta più adatta sembra essere “certamente!!!” visti i trend di sviluppo dei processi di convergenza. Più complesso è tuttavia riuscire a delineare quali forme assumerà la convergenza del prossimo futuro. Gli smartphone integreranno sempre più funzioni, per cui il nostro telefonino sarà in grado di accendere la nostra auto, aprire la porta di casa, segnare l’orario di entrata e di uscita dal lavoro, ecc…Nell’universo smart c’è chi parla di “smart room” e “smart clothes”, delineando uno scenario fantascientifico che potrebbe divenire realtà in un tempo non troppo distante dai giorni nostri. Quindi, una volta che la persona è stata localizzata, all’interno della stanza, e l’attenzione è su di lei, una domanda da porsi è: “chi è”? Il soggetto in questione viene riconosciuto attraverso il suo linguaggio e la sua fisionomia facciale. Un modo per realizzare un sistema di riconoscimento audio e visivo è quello di utilizzare molteplici sensori d’ingresso. Le interfacce tradizionali usate per il riconoscimento vocale impongono all’utente dei vincoli su quello che dice, in base a quelli che sono i vocaboli e le regole grammaticali del sistema. Attualmente la ricerca è orientata verso la costruzione di un sistema che impari un linguaggio attraverso un’interazione naturale: l’utente insegna le parole al sistema indicando e nominando i singoli oggetti.Inserendo, invece, nei nostri vestiti delle microcamere, dei microfoni o altri tipi di sensori il campo visivo del computer è lo stesso della persona-utente; questo vuol dire che gli “smart clothes” possono essere coinvolti maggiormente in quello che l’utente fa. Per esempio, se viene inserito un GPS nella cintura dell’utente, il software di navigazione può aiutarlo a trovare il percorso desiderato sussurrandoglielo all’orecchio, oppure visualizzandoglielo sugli occhiali. Alcuni abiti sono stati dotati di sensori in grado di analizzare in continuazione il rumore che ci circonda, per individuare la voce umana. Grazie a queste informazioni l’indumento è in grado di aiutare l’utente che vuole sapere quanto ha parlato con altre persone. E’ stata inserita una microcamera sugli occhiali in modo che, il sistema di riconoscimento visivo, è in grado di ricordare all’utente il nome della persona con cui sta parlando.
Webgrafia:
• http://it.wikipedia.org/wiki/Convergenza_(multimedialit%C3%A0)• http://webcen.usr.dsi.unimi.it/ium2001/supporto_didattico/argomenti/a2_device_di_interazione/device_di_interazione.html• http://it.wikipedia.org/wiki/Smartphone• http://www.cellularmagazine.it/cellulari/smartphone.php • http://www.microsoft.com/italy/windowsmobile/smartphone/default.mspx• http://www.palmsource.com/it/palmos/• http://www.tre.it/
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