Tuesday, October 10, 2006

Il tema della convergenza si presenta al momento come argomento di grande attualità, in modo particolare per le implicazioni ad esso legate . Abbiamo definito la convergenza come “il processo di ibridazione tra i sistemi di trasmissione audio-video di tipo diffusivo (radio e televisioni), i servizi interattivi di tipo Web (e.g. e-commerce) e la possibilità di usare piattaforme di fruizione differenti (computer, TV, periferiche wireless)”. A questo, abbiamo aggiunto una classificazione della convergenza, a seconda delle dimensioni che di volta in volta può assumere: convergenza tecnologica; convergenza dei mercati. Alla prima si riferiscono le tematiche relative alla “rete” e ai “device”; alla seconda fanno invece riferimento i “mercati” e i “servizi”.
In questa sede si tratterà in particolare della convergenza dei device, proseguendo nella descrizione degli smartphone come risultato di tale processo.
La convergenza dei device può essere definita come “la capacità dei device di gestire servizi di natura diversa, eventualmente veicolati da reti diverse”.
È opportuno, prima di procedere nella descrizione delle caratteristiche di uno smartphone, definire cosa si intende per device.
Device è uno strumento che permette all’utente di accedere ad una “rete” o ad un “sistema” e di ottenere un input o un output dalla rete o dal sistema stessi. Ciò significa che è possibile classificare i device in due categorie ben distinte, ossia “input device” e “output device”, dove la prima categoria indica quegli strumenti che, insieme ad un software adeguato, trasformano le informazioni fornite dall’utente in dati che il computer può processare; con la seconda al contrario si intendono gli strumenti e le modalità (canali di comunicazione) che sono usati dal computer per comunicare con le persone.
Un esempio di input device sono la tastiera, il joystick, il mouse, il trackball, il touchpad, la pen tablet, il touch screen, la videocamera, il microfono, ecc…
La stampante, lo schermo, i dispositivi audio, e altri sono un esempio invece di output device.
La scelta di un particolare strumento dovrebbe contribuire quanto più possibile all’usabilità del sistema. In generale un device dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: correlarsi alle esigenze fisiologiche e psicologiche degli utenti, alla loro formazione e al loro grado di esperienza. Essere appropriato per i compiti che tramite esso devono essere eseguiti. Essere adatto con il lavoro e con l’ambiente; per esempio uno strumento che accetta il parlato potrebbe essere utile in un ambiente dove non c’è una superficie su cui poggiare una tastiera, ma sarebbe inopportuno in un ambiente rumoroso.
Lo smartphone è un esempio di come device convergenti, di natura differente, possano convivere all’interno di una stessa tecnologia che integra una molteplicità di servizi, il cui accesso in passato era prerogativa di tecnologie tra loro in conflitto. Lo smartphone è un dispositivo portatile che abbina funzionalità di gestione di dati personali e funzionalità di telefonino nello stesso apparecchio. Può derivare dall’evoluzione di un PDA (personal digital assistant), a cui si aggiungono funzioni di telefono, o, viceversa, di un telefono mobile a cui si aggiungono funzioni di PDA. La caratteristica più interessante degli smartphone è la possibilità di installarvi altri programmi applicativi, che aggiungono nuove funzionalità. Questi programmi possono essere sviluppati dal produttore, dallo stesso utilizzatore, o da terze parti.
Lo smartphone quindi nasce dalla convergenza di alcuni device: un display interattivo, una fotocamera digitale, un modem, dei dispositivi audio, una tastiera QWERTY, un sistema GPS, ecc…
Dalla confluenza di questi strumenti l’utente ha la possibilità di accedere a servizi diversi come telefonare, inviare sms, mms, videochiamere,  guardare la TV attraverso lo streaming video, oggi possibile per mezzo dello standard DVBH, navigare sul web, inviare e ricevere e-mail con tanto di allegati, utilizzare applicativi come alcuni fra i più comuni Microsoft (Word, Excel, PowerPoint…), ascoltare la radio o i propri Mp3.
Di conseguenza una tastiera viene utilizzata per digitare un numero telefonico, fare zapping da un canale all’altro, oppure scrivere una relazione. Sul medesimo schermo verrà visualizzato il volto della persona che sto videochiamando, la partita di calcio, la mail che ho appena ricevuto, la rubrica del telefono.
“Verso un futuro smart???” un interrogativo al quale la risposta più adatta sembra essere “certamente!!!” visti i trend di sviluppo dei processi di convergenza. Più complesso è tuttavia riuscire a delineare quali forme assumerà la convergenza del prossimo futuro. Gli smartphone integreranno sempre più funzioni, per cui il nostro telefonino sarà in grado di accendere la nostra auto, aprire la porta di casa, segnare l’orario di entrata e di uscita dal lavoro, ecc…
Nell’universo smart c’è chi parla di “smart room” e “smart clothes”, delineando uno scenario fantascientifico che potrebbe divenire realtà in un tempo non troppo distante dai giorni nostri. Quindi, una volta che la persona è stata localizzata, all’interno della stanza, e l’attenzione è su di lei, una domanda da porsi è: “chi è”? Il soggetto in questione viene riconosciuto attraverso il suo linguaggio e la sua fisionomia facciale. Un modo per realizzare un sistema di riconoscimento audio e visivo è quello di utilizzare molteplici sensori d’ingresso. Le interfacce tradizionali usate per il riconoscimento vocale impongono all’utente dei vincoli su quello che dice, in base a quelli che sono i vocaboli e le regole grammaticali del sistema. Attualmente la ricerca è orientata verso la costruzione di un sistema che impari un linguaggio attraverso un’interazione naturale: l’utente insegna le parole al sistema indicando e nominando i singoli oggetti.
Inserendo, invece, nei nostri vestiti delle microcamere, dei microfoni o altri tipi di sensori il campo visivo del computer è lo stesso della persona-utente; questo vuol dire che gli “smart clothes” possono essere coinvolti maggiormente in quello che l’utente fa. Per esempio, se viene inserito un GPS nella cintura dell’utente, il software di navigazione può aiutarlo a trovare il percorso desiderato sussurrandoglielo all’orecchio, oppure visualizzandoglielo sugli occhiali. Alcuni abiti sono stati dotati di sensori in grado di analizzare in continuazione il rumore che ci circonda, per individuare la voce umana. Grazie a queste informazioni l’indumento è in grado di aiutare l’utente che vuole sapere quanto ha parlato con altre persone. E’ stata inserita una microcamera sugli occhiali in modo che, il sistema di riconoscimento visivo, è in grado di ricordare all’utente il nome della persona con cui sta parlando.

Webgrafia:

• http://it.wikipedia.org/wiki/Convergenza_(multimedialit%C3%A0)
• 
http://webcen.usr.dsi.unimi.it/ium2001/supporto_didattico/argomenti/a2_device_di_interazione/device_di_interazione.html
• http://it.wikipedia.org/wiki/Smartphone
• http://www.cellularmagazine.it/cellulari/smartphone.php
• 
http://www.microsoft.com/italy/windowsmobile/smartphone/default.mspx
• http://www.palmsource.com/it/palmos/
• http://www.tre.it/

Wednesday, October 11, 2006 10:21:51 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Molto ben fatto secondo me...e non è tanto per dire!:)
Davvero incredibili gli smart clothes, ne avevo già sentito parlare ma ancora non riesco a crederci! Secondo voi arriveremo mai a tanto? Lo vogliamo davvero!? Non so voi ma io pur non essendo assolutamente "antitecnologica" mi rifiuto anche di avere un videotelefono...trovo che sia un'invasione della privacy. Che ne pensate?
Monday, October 16, 2006 6:22:54 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ciao Sara, mi scuserai per il ritardo spero…!!!
Sto un po’ incasinato visto che è poco che ho cambiato casa, non ho internet e mi appoggio all’internet point sotto casa. 3€ l’ora!!!!
La tua riflessione non è affatto scontata, io ti rispondo partendo da una domanda presente nel questionario di gradimento dell’ultima lezione: le tecnologie rendono la vita più facile e più felice?
DIPENDE!
Talvolta rendono la vita più facile, penso a quanto era faticoso fare una ricerca prima di internet.
Altre volte una tecnologia può salvarci la vita: un rilevatore GPS permette ai soccorsi di localizzare un alpinista sotto una valanga.
Ma una tecnologia può renderci anche più felici: 100 anni fa parlare al telefono con un proprio caro emigrante negli USA era complicato. Non tutti avevano il telefono, era molto costoso telefonare, ecc…Oggi con Skype videochiamo gratis con la Cina.
Potremmo fare decine di esempi…
Tuttavia il problema è un altro.
Qualcuno sul blog diceva che acquistare un telefonino nuovo ci rende più felici. Non sono del tutto d’accordo, quella è una felicità apparente, temporanea che svanisce dopo 10 giorni dall’acquisto.
E siamo al punto.
Se per qualcuno, o forse molti, la felicità oggi è racchiusa nell’acquisto di una nuova tecnologia, …beh…siamo messi proprio male!
Il nodo del problema, quindi, non è più l’utilità di una tecnologia, visto che le tecnologie che si affermano in genere hanno sempre una qualche utilità, ma piuttosto le implicazioni che queste hanno sulle persone, sul loro modo di essere. Se l’uomo diventa schiavo degli strumenti che egli stesso ha creato come mezzo per raggiungere i propri fini, ciò significa che dobbiamo interrogarci su cosa stiamo diventando, dove stiamo andando…
Per le tecnologie del futuro non so che dirti…!!!
Credo che solo quelle realmente utili si affermeranno, che non necessariamente però renderanno la nostra vita più felice, anzi! La renderanno sempre più veloce, questo si, ma in alcuni casi è un bene in altri un male.
Per concludere, credo che per ogni innovazione e quindi per i vantaggi che essa comporta, ci sia un prezzo da pagare. Quest’ultimo fa riferimento alle conseguenze che le nuove tecnologie comportano e che le società sono disposte a sopportare.

Ciao…gianluca.
gianluca
Thursday, January 31, 2008 10:21:41 AM (W. Europe Standard Time, UTC+01:00)
ma come! prima critica wikipedia e poi la inserisce nella sitografia?! :)
naturalmente sto scherzando!
spero si rimetta presto, io sto studiando per il suo esame, volevo approfondire ed ho cercato su internet e casualmente sono finito nel suo blog!
complimenti davvero, quello che usa lei è davvero un modo intelligente di insegnare, spero che presto molti suoi colleghi seguano il suo esempio, così il nostro ''lavoro''sarà piu interessante e meno ''complicato''.
le auguro una pronta guarigione.

PS
so che odia i blog msn, ma io ho solo quello di spazio, ed anche se non affronto temi di attualità o di rilevanza sociale, anche se considererà il mio spazio come un uso sprecato nella ''blogosfera'', ho pensato di lasciarle l'URL, magari le avrebbe fatto piacere visitarlo.
un' ultima cosa: sul sito della facoltà non sono ancora aperte le iscrizioni per l'esame del 6 febbraio 2008, possiamo presentarci senza prenotazione sempre che l'esame si effettui?
ANCORA SENTITI AUGURI DI UNA PRONTA E COMPLETA GUARIGIONE.

DAVIDE BARTOLOTTA (primo anno scienze della comunicazione, sede di pomezia)
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