Saturday, October 07, 2006

Cari ragazzi, sperando di farvi cosa gradita, pubblico un mio breve intervento a valle di un convegno di qualche settimana fa...

Milano, Teatro Manzoni. Presentazione di una ricerca realizzata dalla società di un collega (e amico) in collaborazione con la mia cattedra. Il tema della ricerca: l’employer branding che – al di là dei tecnicismi (il tema è interessante, ma non è l’oggetto di questo post) vuol dire andare a chiedere ai giovani dove vorrebbero lavorare, e capirne le motivazioni. Oltre cento i partecipanti, tra responsabili del personale, consulenti, e naturalmente qualche giovane. Questi ultimi neanche tanti, in realtà: forse perché sanno già dove vorrebbero andare, e non hanno bisogno di sentirselo dire da noi. Tra i relatori, oltre al sottoscritto, un bravo head hunter, i responsabili dell’employer branding  di alcune tra le prime aziende classificate, un paio di vecchi tromboni.

Tra questi (i partecipanti, o i tromboni, fate voi), il direttore di uno dei più noti MBA italiani. Forse il più famoso. Probabilmente (ma non ho controllato) il più antico. Il tema del suo intervento? La pubblicità del suo Master. Nulla di meno, nulla di più. Anzi, forse qualcosa di più c’è stata. A dire il vero, qualcosa di troppo. Cosa? Alcune delle motivazioni per le quali scegliere il suo master (anzi, parlando di marketing, le “leve” per le quali sceglierlo). Tra queste, cito testualmente, la necessità di riparare alla: “assoluta inefficacia delle università italiane, che non preparano all’attività lavorativa” ed in particolare “ai danni causati dalle ‘fabbriche di disoccupati’ come Scienze della Comunicazione”. E sino a qui poco male. Si è dimenticato che chi ha fatto la ricerca per la quale è stato invitato a parlare insegna proprio nella Fabbrica di Disoccupati. E in fondo ognuno è libero di dire la sua. Se non fosse che dopo il suo intervento ci sono state le domande… ma perché rovinare con una narrazione l’efficacia del dialogo diretto, ed ecco quindi – più o meno – come è andata (non è una trascrizione, ma il senso è quello…)

Domanda: Quali sono i parametri che utilizzate per l’accesso al Vostro Master?

Risposta: in primo luogo la Laurea. Scegliamo laureati in Economia e Ingegneria, non certo i malcapitati studenti delle cosiddette lauree deboli… Peschiamo dai politecnici di Milano e di Torino perché gli altri, pure che provengono da strutture che si autodefiniscono “politecnici” …bhè hanno studiato in luoghi che di politecnico hanno solo il nome!

Domanda: Ma lei, ad uno studente di scuola superiore che volesse iscriversi ad un corso di laurea “debole” cosa suggerirebbe?

Risposta: di tornare in sé! Che senso ha buttare tempo e soldi in qualcosa di vago, che non prepara al lavoro e, in ultima analisi, è fondamentalmente inutile? Se non ha voglia di fare nulla, che senso ha andare all’Università?

 

In realtà il dialogo è continuato per qualche minuto, sempre sullo stesso tono; vi risparmio gli ulteriori dettagli, ma vi riassumo il senso della cosa:

 

  1. La vostra Facoltà rilascia una laurea di Serie B. Siamo una fabbrica di disoccupati.
  2. Siete studenti di Scienze della Comunicazione? State perdendo tempo, non serve a nulla. Ma d’altro canto non vi interessa saperlo, perché vi siete iscritti perché non avete voglia di studiare.
  3. Siete professori di Scienze della Comunicazione? Siete quasi dei criminali, perché per rubare una cattedra state rovinando generazioni e generazioni di giovani.
  4. Volete fare i giornalisti? Siete la rovina del paese! I responsabili comunicazione? Non servite!
  5. Ovviamente quanto detto vale anche per Lettere, Filosofia, Diritto, Lingue (chissà cosa ne pensa l’Illuminato direttore di medicina, matematica, fisica… che esistano anche le lauree di serie B1, B2, B3…).

 

Stavo per assumermi la difesa d’ufficio della mia Facoltà, in realtà abbastanza alterato (è un eufemismo), ma il dissenso totale con il quale è stato accolto l’intervento dell’Illustre direttore mi ha dissuaso, lasciandomi con un senso di intima soddisfazione derivante dall’aver appurato la veridicità del detto per il quale se un cretino tace si può solo sospettare che sia davvero tale, ma se parla se ne avrà la certezza.

Ma non sono state le parole del Magnifico direttore ad irritarmi, quanto piuttosto l’agghiacciante coacervo di luoghi comuni e fallaci certezze delle quali erano vestite. Ed il rendermi conto che forse, in qualche modo, il Fantastico direttore a modo suo aveva anche ragione. Esistono le lauree di serie A e di serie B, come dice lui? No, assolutamente. Ma, a rischio di diventare impopolare, vi dico cosa penso: esistono gli studenti di serie A e di serie B. Quali sono gli studenti di serie A? quelli che studiano. Ovunque studino. Un cretino che viene dal politecnico è sempre un cretino, siapure tecnologico. Quali quelli di serie B? Tutti gli altri. Ma mai, e ripeto MAI, mi sarei aspettato da un adulto ragionevole e pure del settore un tale concentrato di miopia, spocchia e superficialità (peraltro, prima di parlare si guardi i dati di Alma Laurea, che neanche conosce). Ma soprattutto MAI mi sarei aspettato una così sfacciata mancanza di rispetto per quelle migliaia di studenti che scelgono un percorso con passione, sapendo in anticipo le difficoltà che incontreranno, e malgrado questo facendo sacrifici per superarle. Per quelle migliaia di studenti che credono in quello che fanno, e sono consapevoli che quello che guadagni non sempre esprime quello che vali. E che il valore delle persone non si esprime solo e sempre nel saper leggere un business plan.

Studenti di serie A e di serie B. Chi studia e chi non studia. Chi si impegna e chi usa l’università come un comodo limbo grazie al quale obliare la propria indecisione e, in ultima analisi, il non sapere cosa fare della propria vita. Chi considera lo studio un dovere nei confronti di se stesso, e chi vede l’Università come un diritto dovuto, ma senza che a questo diritto siano collegati doveri. Di alcun tipo. Chi sa cosa vuole, e chi sa che non vuole, e grazie al suo non volere trasforma anche chi vuole in uno studente con una laurea di serie B.

Ma anche io sbaglio. Sbaglio perché per un docente tutti gli studenti dovrebbero essere uguali. E per me non è così. Lo ammetto pubblicamente. Lo ribadisco. Ritengo che ci siano studenti di serie A e di serie B. Ho già detto quali sono i primi, e quali i secondi. Ai primi va tutta la mia gratitudine, per consentirmi di fare un lavoro che amo e vedere come questo lavoro sia pagato dal loro entusiasmo. Per permettermi di imparare ad insegnare, ed insegnare l’arte di imparare. Per le volte che mi hanno fatto capire che capiscono che lo studio non è per il voto. Per le volte che mi hanno chiesto consigli, e che mi hanno ripagato con la loro fiducia. Per le volte che non hanno capito, e mi hanno aiutato a farmi capire meglio. Perché i primi non sono sempre i primi, ossia i più bravi. Ma sono quelli che vogliono capire, vogliono imparare, vogliono crescere. Ai secondi, va la responsabilità del fastidio di rendermi conto che anche a causa loro viene svilito il lavoro e l’impegno degli altri, di quelli che fanno quello che fanno perché ci credono. E la rabbia del dover dare il destro a personaggi come l’Immenso Responsabile, che facendo di tutta l’erba un fascio non sa vedere il valore di persone che credono in quello che fanno, e forse lo fanno perché non vorrebbero vivere in un mondo fatto solo di ingegneri ed economisti.

 
posted on Saturday, October 07, 2006 9:00:30 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)  #    Comments [26]
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Saturday, October 07, 2006 10:59:04 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Gentile prof. non è la prima volta che sentoclassificarci come laureati di serie B. Ma alle volte credo sia ignoranza..
Proprio stasera ero a cena con amici, tra cui un ingegnere e un dirigente, quest'ultimo ci raccontava la soddisfazione di saper usare programmi al pc e che leggeva le indicazioni senza problemi pur non avendo una grossa preparazione in informatica..a questo punto l'ingegnere ha detto una cosa che mi ha dato veramente soddisfazione..si è rivolto al dirigente dicendo che le interfacce sono leggibbili grazie a "loro" indicando me come rappresentante della nostra categorie..certo è una sciocchezza questa che mi è capitata ma sentirsi dare meriti da un ingegnere è grasso che cola...
comunque colgo l'occasione che a proposito della nostra percezione sul mercatoavevo proposto al preside un OPEN DAY, ma dopo qualche scambio di mail la cosa è sospesa ancora sul nulla, ho provato a parlarne anche con qualche collega della specialistica e ho avuto diversi consensi,lei che ne dice? visto che siamo comunicatori non è logico che per primo comunichiamo chi siamo visto l'ignoranza galoppante?
SALUTI SARA L
Sunday, October 08, 2006 10:14:56 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Salve a tutti!
Purtroppo sono costretta a concordare con Sara L. circa la percezione, oltremodo distorta, che si ha di noi all'esterno. Il problema più grave non è però che ingegneri ed economisti ci considerino laureati di serie b (non ti curar di lor ma guarda e passa!) ma che spesso e volentieri anche chi si occupa di selezione del personale ha queste fantastiche fette di prosciutto sugli occhi. Finche si resta nell'ambito di grandi aziende la selezione è quasi sempre fatta da esperti del settore che conoscendo i vari ambienti universitari sanno benissimo con chi hanno a che fare; il problema nasce nelle PMI (che, fra l'altro, in Italia predominano nettamente), dove a far selezione sono persone che lavorano in quell'azienda (magari per quanto riguarda ad es. la funzione mktg a fare selezione è il direttore della stessa laureato in giurisprudenza e "masterizzato" alla Bocconi che tra l'altro di mktg all'università non ha studiato un bel nulla!) se non addirittura i proprietari o soci fondatori. No è certo la prima volta che sento questi spiacevoli ed ottusi commenti sul nostro conto.

Cosa fare quindi?
Anche a me farebbe piacere un open day ma risolverebbe ben poco. Forse l'Italia ancora non è pronta ad accoglierci ma mica per questo possiamo andare tutti a lavorare all'estero?
Se qualcuno ha un idea su cosa fare per riuscire a correggere questa più che distorta percezione che il mondo esterno ha di noi la proponesse; magari la stessa università potrebbe fare qualcosa.
Per quanto riguarda noi studenti, invece, credo che al momento possiamo solo andare avanti, riuscire con le unghie e con i denti ad entrare nel mondo del lavoro e solo lì, con azioni dirette, potremo far capire chi siamo ed a cosa serviamo a chi, per pura ottusità o per assoluta incapacità di innovazione, non è ancora riuscito a capirlo.
Sunday, October 08, 2006 11:40:56 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ok, provo a ripubblicarlo, vediamo se lo fa di nuovo...


Il problema non è che l'Italia non sia ancora pronta accoglierci, il problema è che esistono persone di così acuta e fine ignoranza, in grado di surclassare non solo un intero ambito di studi(che tra l'altro dà loro spiegazione del perchè il lavoro di economisti ed ingegneri abbia senso e del perchè esso andrà sviluppandosi in futuro), ma anche la passione e l'entusiasmo ad esso legato.Con questo voglio dire che l'intervento è definibile come un ignobile affronto si verso noi studenti, ma anche verso intere generazioni di studiosi ed esperti di comunicazione, psicologia, sociologia, persone che, scrivendo libri e capolavori di analisi ed introspezione sociale, hanno fatto capire che cosa ci sia dietro uno spot pubblicitario, un annuncio, un film, un telefonino, dietro una qualsiasi realtà, contesto, palcoscenico visuale che è la nostra quotidianità. E questa ingiuriosa dichiarazione è per me la conferma che persone come l'eloquente soggetto ospitato al convegno cui il prof . ha preso parte, debbano un attimo riflettere su quanto tali opinioni siano espressione di ignoranza e di vera e propria occultazione di conoscenza di interi manuali di storia della comunicazione (per non parlare di tante altre discipline che da questi studi sono nate e si sono sviluppate!)
forse dovrebbero iscriversi ai nostri corsi di studio per capire...e conoscere.
bhè a questo punto credo proprio che esistano docenti, manager, responsabili, ingegneri, economisti di serie A e di serie B, non solo lauree o studenti. e se dovessi dare un "giudizio in base al giudizio" espresso dal signor esperto di MBA, bhè, sarebbe proprio NON CLASSIFICATO. Perchè per poter giudicare bisogna conoscere, bisogna sostenere le proprie tesi con motivazione e rispetto dei soggetti coinvolti.
Quindi per rispondere a Sara, questa non è percezione distorta di noi studenti di comunicazione, questa non è proprio percezione. E non solo di noi comunicatori, ma di tutta la popolazione di studenti perchè, a mio parere, tali parole, dovrebbero offendere non solo noi, ma qualunque ragazzo/a motivato, coinvolto, appassionato del proprio percorso di studi, sia che si tratti di un ingegnere che di un comunicatore.
ed avrei proprio voluto invitare il signor MBA a riflettere su questa considerazione.
sempre se ce la fa...

Federica

Sunday, October 08, 2006 2:00:35 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ovviamente tutto ciò non mi è nuovo..e sinceramente sono stanca di sentire sempre le stesse cose!!!Non voglio pensare al futuro, al mondo del lavoro e ai contratti a tempo determinato: ora voglio continuare a studiare un qualcosa che mi piace e poi chi vivrà vedrà. Non voglio più farmi condizionare l'esistenza da tutti quei "cretini" che continuano a parlar male di noi!!!Basta!!!
Francesca
Sunday, October 08, 2006 2:36:34 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Anche se credo che a riguardo se ne sia detto già abbastanza, per ribadire alcuni concetti che mi sono particolarmente a cuore, vorrei aggiungere alcune riflessioni veloci.

La reputazione di una persona se la crea se stessa e nessun altro, nessuna facoltà, nessun genitore e tantomeno nessun master (in particolare di quello del Signor Nessuno facciamo volentieri a meno! Tutte queste componenti non sono altro che un'appendice di un testo con un significato autonomo e unico. Una persona in quanto tale è fuoriserie e non può essere classificata a priori se non dando per scontate voci di corridoio (che mi rendo conto che circolano e spesso si accaniscono sulla nostra Facoltà). Chi le ascolta senza rielaborare e fa proprie alcune di queste voci, ritengo sia simile a un pappagallo che senza capire fino in fondo quel che dice e i danni che reca (in primis a se stesso), resta indietro. Sono coloro che si adeguano alle tecnologie quando esse diventano obsolete.
Ma sono queste persone che ci insegnano come vivere. Infatti (un pò come in tutti i casi del mondo reale) funziona così: se fossimo ingegneri i pappagalli sarebbero nostri amici e ci pregherebbero di far parte del loro stormo. Visto che siamo qualcosa che non conoscono ci attaccano. Questo Signore lo immagino come uno di quelli che garantirono ad Albert Einstein l'insegnamento al Politecnico di Zurigo dopo che dieci anni prima l'avevano bocciato all'esame d'ingresso!
Tra i vari studenti (di Serie A e di Serie B) ce ne sono molti che da queste offese devono trarre e traggono lo stimolo per andare avanti e per far ribaltare tali illusioni, almeno in coloro che hanno le potenzialità per mettersi in discussione (prima degli altri). Quindi in realtà ringrazio il Signor Nessuno (che mi permetto di identificare come una voce nel coro senza alcuna vera identità o carattere)e propongo ai miei colleghi di dare sempre il massimo in tutto ciò che fanno. E' solo questo ciò che conta. Poi sarà semplice e veloce il processo di rivalutazione che ci investirà!
Sunday, October 08, 2006 3:37:51 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Come Francesca mi sono stancata di sentire continuamente che noi di scienze della comunicazione siamo studenti di serie b. Più volte mi sono trovata davanti a persone che affermano: " Voi non fate niente rispetto a chi studia ingegneria o economia", oppure " siete talmente tanti che è difficile quasi impossibile trovare lavoro", o ancora " una volta finita l'università che andrai a fare? ".
Tante volte mi sono chiesta se avevano ragione, ma secondo me la gente non può permettersi di giudicare senza conoscere la verità. Qual è la verità?
Beh tra noi ci sono delle persone che sono animate dalla passione, con una voglia immensa di imparare, che provano a distinguersi per la loro creatività, che cercano in tutti i modi di superare gli ostacoli che incontrano ...e non si meritano di essere classificate dal signor esperto di MBA e da altri come lui, studenti di serie b. Secondo me nessuno ha il diritto di denigrare i nostri sacrifici , e soprattutto quello in cui crediamo. Per quanto mi riguarda continuerò per la strada che ho scelto!Ho abbastanza volontà e tenacia per affrontare tutte le critiche dettate dall' ignoranza e dalla presunzione,dalla superficialità delle persone,e superare le difficoltà a cui andrò incontro. Credo in quello che sto facendo e non ho alcuna intenzione di arrendermi! Non permetterò a nessuno di rovinare i miei sogni....
Per concludere volevo dire a Sara che l'idea di un OPEN DAY mi piacerebbe molto, certo nn risolverebbe le cose ma in qualche modo bisogna pur iniziare.....o no?
Speriamo tutti in un futuro migliore, ma dobbiamo renderlo noi migliore e dobbiamo essere noi i primi a crederci!

Marika
Sunday, October 08, 2006 6:37:45 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
E che c'è di nuovo? Il caro magnifico direttore ha solo dimostrato il suo grado di conformità al tormentone degli ultimi anni: "Scienze della Comunicazione? Ma che è? E soprattutto, a che serve?". Ma c'è di peggio, credetemi...vogliamo parlare della variante pop&young della faccenda? "Scienze della Comunicazione? Ma che vuoi andae a fare la velina?" Eh già, perchè quello che "ci frega" tanto è che ormai la maggior parte delle attricette e dei personaggi femminili inclassificabili che affollano la tv dichiara, per darsi un tono, che certo che trova anche il tempo per studiare e che, anzi, si sta laureando (!) e guarda un pò...in SdC!!! Parliamoci chiaro: ormai è diventata una moda e la morale che se ne trae è che è una facoltà facile perchè la fanno proprio tutti! E in effetti, i numeri non ci aiutano...ma chi lo dice che il mercato non riuscirà ad assorbirci? Chi lo dice che alcuni di noi non saranno un giorno più importanti dello stesso caro direttore? Forse un giorno saremo più utili dei tanto amati ingegneri e economisti...io credo in quello che faccio e sò che è importante...le persone possono dire quello che vogliono...ognuno di noi dimostrerà con i fatti quanto vale...facciamoci onore!

manuela

Monday, October 09, 2006 10:10:50 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Eh sì, mi sembra di rileggere sempre le stesse cose, gli stessi commenti fatti e rifatti sui vari blog, forum, corridoi dell'università. Purtroppo posso solo che essere concorde con tutto ciò che è stato detto sopra, ma credo che non risponderò in merito perchè proprio come dice Francesca sono stanca di dover continuamente giustificare i miei studi e le mie passioni. Credo solo che per migliorare anche solo formalmente l'immagine della nostra facoltà presso gli altri corsi di studio ed atenei, non basti il nostro impegno, ma sia piuttosto necessario un intervento diretto dello stesso preside e delle altre istituzioni universitarie.

ps. certo che non acquisiremo mai credibilità se a rappresentarci troviamo una concorrente del nuovo reality pupa e secchione...ahimè laureata in SDC.
Monday, October 09, 2006 10:50:29 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Anche per me,tutto questo non è una novità,anzi...E' da quando ho finito il liceo che sento dirmi "Ma no, dai lascia perdere, sei sprecata per Sdc...", nessuno dei miei ex professori ha mai incoraggiato la mia scelta universitaria !Per non parlare di tutto quello che ho sentito sul nostro conto in questi anni! Anch’io però, come alcune di noi hanno già detto, penso che il nostro futuro è tutto da costruire…Non mi faccio buttare giù dalle critiche continue, dai pregiudizi, dalle cattiverie!E’ vero siamo una marea, ma come diceva il Prof. durante la prima lezione, l’importante è differenziarsi!!! Anche per me, infatti, una possibile soluzione riguarda la possibilità di personalizzare il nostro percorso formativo, perché no, anche coltivando le nostre passioni…
Monday, October 09, 2006 11:53:27 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Leggendo questo post ho avuto un ulteriore conferma...
..sono davvero contenta di aver scelto di seguire questo corso... è raro trovare dei professori che mettono a disposizione oltre alle proprie conoscenze anche l'animo e la passione!E penso che non esistà opportunità migliore per imparare!
E' in questo caso che secondo me si può parlare di serie A e serie B, non solo per chi insegna, ma anche per chi è in grado o meno di cogliere queste rare opportunità!
****
Monday, October 09, 2006 12:48:59 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Tutti i miei amici che si sono laureati nella nostra facoltà hanno trovato subito lavoro, lo so che questo è un metodo induttivo di considerare la situazione ma, ciò già mi rassicura. Invece ho proprio in casa un esempio di una laurea in medicina con 110 e lode che ha dovuto per un anno sottostare ai ricatti e alle richieste assurde(timbrami il cartellino, accompagna mia figlia, fai la spesa a mia madre)della sua prof. per riuscire a guadagnare 700 euro al mese. E' vero, gli ingegneri trovano un lavoro entro 6 mesi dalla laurea ma, prima o poi verranno anche loro sostituiti da qualche programma o computer di nuova generazione mentre nessun software potrà mai sostituire LA CREATIVITA' E L'INTELLIGENZA che sviluppa una facoltà umanistica. Scusate, il mio era una sfogo!
Monday, October 09, 2006 12:50:09 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ciao a tutti!

Concordo che la situazione non è rosea, ma non bisogna abbattersi: degli spiragli di luce nel mondo del lavoro ci sono!

Subito dopo essermi laureata triennale, lo scorso novembre, mi sono messa alla ricerca di un lavoro/tirocinio nel marketing.
Inutile dire la delusione che ho provato quando leggendo le offerte di lavoro mi sono resa conto che per tale ambito è necessario possedere una benedetta laurea ad indirizzo economico o ingegneristico.

Allora, cosa ho fatto?

Ho deciso di inviare comunque curricula per candidarmi a tutte quelle posizioni di mio interesse, anche se le probabilità di cestinamento del cv erano altissime.

Risultato??

Da circa sette mesi sto svolgendo un tirocinio in una direzione marketing, settore New media! :-)
E dopo di me sono entrate altre due persone con il nostro stesso indirizzo universitario...ad oggi, siamo lo stesso numero degli ingegneri!

Morale: non facciamoci abbattere da questa storia di "laurea di serie B"!

Imbocca al lupo a tutti,
Nicoletta
Monday, October 09, 2006 3:47:52 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Nel leggere la pubblicazione del prof,un alone di tristezza è crollato sul mio volto..Quante volte mi son sentita dire anche durante la triennale(frequentata a Lecce)che Scienze della Comunicazione era una facoltà inutile,che i voti ci venivano regalati,che gli esami erano tutti scritti indi più facili(agli scritti ho preso i voti più bassi)Ecc..Ebbene all'inizio ci credevo, mi sono fatta trascinare nel luogo comune,pensavo di essere in una facoltà di serie B.Dopo mi son chiesta con molta modestia: se sono intelligente, perchè mai ho preso questa facoltà e non un'altra?Semplicemente perchè oltre all'intelligenza ci vuole passione,ed io ho passione per quello che faccio.Ho voglia di imparare quante più cose possibili e amio parere Scienze della Comunicazione si classifica al primo posto!Ne ho imparate di cose iscrivendomi a questo corso di laurea e non credo assolutamente che sia di serie B anzi...Almeno non sappiamo fare solo un bilancio, ma tante altre cose,un pò di tutto...e se veniamo licenziati sicuramente ci aggrepperemo a qalcos altro proprio perchè sappiamo un pò di tutto.Su col morale allora usciamo da questo circolo vizioso.Come? se siamo creativi qualcosa ci inventeremo e faremo vedere a tutti quelli che ci giudicano chi sono veramente i ragazzi che si laureano in SdC.
Monday, October 09, 2006 7:49:18 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
E' solo ignoranza italiana...classica ignoranza italiana delle alte borghesie accademiche. La prox settimana parto per andare a Londra per un posto di Customer relationship manager in una società inglese che lavora con l'italia...e al colloquio ho "battuto" 4 ingegneri...non smettete di combattere...prima o poi, scusate la caduta di stile, la "botta di culo" (perchè di botta di culo si parla) arriva a tutti!
in bocca al lupo a tutti e spero di rivedervi presto!
Tuesday, October 10, 2006 4:52:45 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
credo che tutti gli studenti italiani di Scienze della comunicazione siano a conoscenza del pessimo giudizio di cui gode la nostra facoltà. All'inizio della mia attività universitaria l'ascolto di queste considerazioni mi sconfortava e mi amareggiava: mi ero convinto di aver preso una scelta sbagliata e di uscire da questa università con nessuna competenza spendibile nel mercato del lavoro. Dopo quattro anni di studi e di sacrifici sono immune da ogni forma di critica nei confronti della nostra facoltà, chitiche che screditano i nostri sacrifici e soprattutto il lavoro dei nostri docenti. Credo in quello che faccio perchè lo faccio con serietà ed impegno; non mi sento in una facoltà di serie B e non mi sento un laureato dei serie B. Come diceva Francis Bacon: VERITAS FILIA TEMPORIS EST. Ed io credo che il tempo darà ragione dei nostri sacrifici e ci permetterà di esprimere quello di cui siamo capaci.
Tuesday, October 10, 2006 5:26:24 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Dante, sono d'accordo con te (e con buona parte degli interventi precedenti). Ma la citazione è di Aulo Gellio! :-)
Tuesday, October 10, 2006 9:07:22 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
ragazzi sono contenta di avere colleghi come voi!!!!!, anche io ho un'esperienza positiva, proprio ieri ho firmato il contratto per insegnare comunicazione d'impresa ad un corso finanziato dall'UE per laureati, inoltre sono stata felice di dare la mia opinione sul bilancio delle competenze quando alla riunione dei docenti l'oranizzatrice del corso (rsponsabile smile)ne ha parlato e gli altri professori tra cui (economisti, esperti di marketing del territorio, ingegnieri)non ne sapevano nulla malgrado la loro esperienna pluriennale...E LA LAUREA DI SERIE A
poi sentite questa: ho chiesto al responsabile se già avessero organizzato corsi e-learning o blended non sapeva neppure cosa fossero..quindi cari colleghi come diceva la mia maestra alle elementari.."beati monoculus che in terra cecorum"(nn so se è scritto bene sorry) beato chi ha un occhio solo in una terra di ciechi..
NB alla selezione per la docenza c'erano laureati in ingegneria infornmatica, lettere, giornalismo, economia..tra l'altro indicativamente il professore doveva essere laureato in materie economiche e invece hanno scelto una Laureata in comunicazione pubblica e organizzativa TRIENNALE!!!
Bella soddisfazione per noi laureati di serie B per giunta TRIENNALI!!;)))

un saluto
SaraL

Wednesday, October 11, 2006 12:18:09 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ingegneri, economi, matematici etc. etc. loro dicono tanto su di noi? Perchè darci tutta questa importanza se siamo studenti di serie B? E poi come la metafora calcistica insegna, non è proprio la serie cadetta a essere quella dove il calcio vero si gioca? Nella "A" si gioca il calcio di soldi, affari, telefonate...noi lasciamo a loro le loro "Chiacchiere e Titoli" e noi lavoriamo per dare fatti ed essere fieri di ogni cosa che facciamo.
Loro macchine noi persone...
Saluti
Francesco
Wednesday, October 11, 2006 8:03:04 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
ragazzi,vi riporto la mia testimonianza:

per essere sintetica vi dico che la sottoscritta è stata per 2 anni 1 studentessa di "SERIE A",iscritta con ottimi voti ad uno di quei corsi di laurea che ti danno "il lavoro sicuro"e ben retribuito...
Dopo 2 anni ho fatto la PAZZIA(come l'ha definita la maggior parte di chi mi stava intorno!!!):ho mollato tutto e mi sono iscritta a SdC:se tornassi indietro?
LO RIFAREI ALTRE 1000 VOLTE!!!!
Chi è "nato x comunicare" non può farne a meno!!!Comunicare è una passione e richiede anche molte +competenze di quelle ke credono necessarie i laureati di "SERIE A"!
E non ci scoraggiamo ragazzi,se si cerca e si ha tanta costanza,qls da fare si trova!!!
Personalmente mi sono laureata a febbraio e da allora ho già trovato 2 lavori,uno +interessante dell'altro!!!
Prima ho partecipato alla realizzazione di un Programma di Responsabilità sociale d'impresa e ora mi occupo di curare una strategia di CRM e l'ufficio stampa di un evento!!!e con me ci sono ben 3 ragazzi di SdC!!!!
...Non male per dei ragazzi di "SERIE B"!!!
AH!DIMENTICAVO....Tra i miei colleghi ci sono anke alcuni di "SERIE A"che spesso e volentieri ci capita di "istruire":evidentemente le nostre professioni di "SERIE B" non sono tanto di "SERIE B"!!!!!
;-)
Wednesday, October 11, 2006 2:20:03 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
ormai è un luogo comune criticare gli studenti di scienze della comunicazione, e molto spesso chi parla non sa nemmeno che materie si studiano nei nostri corsi di laurea
grazianap
Thursday, October 12, 2006 8:19:24 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Credo che dobbiamo metterci in testa che la precarietà, la difficoltà ad inserirsi, riguarda ormai indistintamente sia i cosidetti studenti di "serie A" che quelli di "serie B".Non esistono( come forse fino a 10 anni fa) quelle lauree che ti assicuravano il posto di lavoro una volta finiti gli studi.Per riuscire bisogna avere una buona dose di preparazione e tanta, tanta, tantissima fortuna...
Thursday, October 12, 2006 8:24:05 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ciao a tutti
ormai sono quasi cinque anni che frequento questa facoltà e di queste "critiche" se ne parla sin da quando ho cominciato. Molto probabilmente queste "accuse" non hanno solide fondamenta se io e come me molti altri sono qui più motivati che mai e non credo sia solo per apatia o per rassegnazione che non si abbandona. Credo che ci sia molto di più. Ho sempre apprezzato gli insegnamenti che questa facoltà ci ha dato (ovviamente ci sono sempre le materie che piacciono di più e quelle che piacciono di meno, ma tutte hanno una loro utilità). A maggior ragione ora per il fatto che nella mia prima esperienza lavorativa mi sono stati di grande aiuto; questo ha avvalorato le mie convinzioni. Può capitare che le critiche possano un pochino scoraggiare, ma non deve essere così. Anche a chi si sente rivolgere la domanda "ma a che serve questa facoltà?" la soluzione non è demotivarsi, ma "comunicare" i propri interessi, le proprie aspirazioni; perchè, come ha detto il Professore, non ci sono facoltà di serie A o di serie B, nè professioni di serie A o di serie B, quello che conta è l'interesse e la passione che le persone mettono in tutto quello che fanno.
Thursday, October 12, 2006 10:27:28 AM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
...io non ce la faccio più a sentire queste cose su Sdc..davvero. E purtroppo non capita ke a parlare così siano solo i "vecchi tromboni" ma anche la gente ke ti sta intorno, addirittura persone non laureate, ragazzi ke vanno a scuola etc, insomma persone ke nn sanno neppure cos'è l'università: l'unica cosa ke sanno (o ke credono di sapere!!) è ke Sdc fa schifo, e ke le lauree serie sono Economia, Ingegneria e Medicina. Punto e basta.
Mi sono laureata a febbraio; quest'estate, in vacanza in montagna, a chi mi chiedeva cosa avessi fatto durante l'anno, rispondevo: "Mi sono laureata" Legittimamente il mio interlocutore di turno mi chiedeva:.."In che??"..Ed io: "In Sdc"..Risposta del mio interlocutore: "AH."
Quante volte vi è successo?!? A me un'infinità..
Allora cosa ho fatto, a chi mi poneva la fatidica domanda "in che", ho cominciato a rispondere "In Comunicazione d'impresa, marketing e relazioni pubbliche" (cioè il
curriculum del terzo anno ke ho scelto io)... E tutti "OOOOHHHHH" "COMPLIMENTI, BRAVA!!" "AMMAZZA, DIFFICILE EH?!?"....................
Ed io, avrei tanto voluto dire a tutte queste persone.."AH STUPIDIIIIIII!! E' uno dei curriculum di SDc, ke a voi fa tanto schifo!!!"
Tutto ciò è una valida dimostrazione empirica del fatto ke la gente parla SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per pregiudizi e stereotipi.
Ke pietà...
Speriamo ke, prima o poi, tutto ciò cambi: ma siceramente non vedo via d'uscita...Tante volte ho letto proposte sul forum di cominciare tutti insieme a cercar di far cambiare l'opinione su SDC da parte della gente..ma come? Io posso stare a parlare 3 ore con chi vi pare di tutto ciò ke facciamo noi etc., posso convincere i miei amici, chi mi sta intorno..ma tanto tutto il resto del mondo la continuerà a pensare così..purtroppo..
Scusate il mio pessimismo, ma sono 5 anni ke sento queste cose ed ormai sono un po' rassegnata..
Thursday, October 12, 2006 10:45:25 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Ciao a tutti anche se un po in ritardo (causa problemi informatici..sapete non ho trovato nessun esimio ingegniere in grado di riparare il mio pc e ho dovuto fare da solo...) vorrei dire la mia in proposito. Sono daccordo con la maggior parte degli interventi fatti fino ad ora. Sarebbe utile spiegare al rettore in questione che se in Italia ancora oggi prendiamo spunto solo dai modelli esteri per gestire le risorse umane (ma è solo un esempio...) è anche colpa delle persone che decidono di assumere un ingegnere come direttore del personale...
Detto questo purtroppo alcuni individui, spero siano rimasti in pochi a dire il vero, continuano a parlare per sentito dire, per generalizzazioni e luoghi comuni.
In realtà però devo ammettere che un po ce la siamo voluta. Ovvero, per anni la nostra facoltà ha attuato una politica suicida di apertura illimitata delle iscrizioni...Se fai iscrivere 3000 persone è ovvio che alcuni di loro scaldino la sedia!!!!! Non so voi ma io personalmente da quando sono iscritto alla specialistica ho trovato un ambiente molto più motivante di quello che trovavo alla laurea di base. Eppure quando è stato istituito il numero chiuso quanti di noi si sono lamentati? ( magari anche a ragion veduta dal momento che la selezione doveva essere fatta alla laurea di base )
A questo aggiungiamo il fatto che la nostra facoltà comunica malissimo all'esterno...
Tutti sanno che si fa ad ingegneria, nessuno o quasi sa cosa si fa veramente a SdC se non la frequenta. Sarebbe interessante far sapere che i posti importanti di molte multinazionali estere sono occupati da persone che, magari in università straniere, hanno studiato le nostre stesse materie.
Comunque il tempo ci darà ragione!!!!!!In bocca al lupo a tutti!!!!!!!!
Friday, October 13, 2006 4:43:53 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
A volte mi è capitato di dovermi quasi giustificare per il semplice fatto di essere una studentessa di Scienze della Comunicazione...la verità è che come in ogni cosa il pregiudizio è sempre frutto di ignoranza. La maggior parte delle persone infatti non ha la minima idea di quello che studiamo e ci etichetta genericamente come giornalisti o come esperti in nuove tecnologie, ma i nostri profili sono ben più articolati, e noi lo sappiamo. Forse è vero che una volta laureati non siamo subito pronti per il mondo del lavoro, ma questo non solo a scienze della Comunicazione. Ho diversi amici laureati in ingegneria con 110 e lode che lavorano in una delle tre grandi consulting di cui ha parlato il professore, ma vi assicuro che loro stessi mi hanno raccontano di come il fior fiore degli ingegneri appena usciti dall'università non sappia fare niente. Ebbene si, il segreto sta nell'esperienza, e non nelle facoltà di serie A o di serie B...
Non sono daccordo però neanche nella suddivisione tra studenti di serie A e di serie B, persone che studiano e persone che perdono tempo, perchè tra i geni e i lavativi ci sono troppe sfumature da considerare: si può essere brillanti in certe materie ed avere difficoltà in altre, si può essere potenzialmente volenterosi ma lavorare tutto il giorno e non avere tempo a sufficienza, si può essere troppo insicuri per rendere bene agli esami(ma poi con il tempo le insicurezze passano). Comunque la cosa fondamentale è che la nostra facoltà ci da un'apertura mentale pari a poche altre facoltà, io stessa in questi anni mi sono sentita profondamente arricchita da quanto ho studiato, dalla nostra tanto svilita multidisciplinarietà; pertanto se proprio vogliamo parlare di dicotomie(pur nella consapevolezza dei loro limiti), per me quella più appropriata è tra facoltà che stimolano l'apertura mentale e facoltà che invece non lo fanno. E se c'è qualcuno che non ci apprezza, lasciamolo chiacchierare...l'importante è essere consapevoli di noi stessi! Il lavoro lo troveremo, forse con un pò di difficoltà, ma sicuramente con grande passione!
Tuesday, October 17, 2006 1:14:07 PM (W. Europe Daylight Time, UTC+02:00)
Sofia,sono d'accordo con te:l'Università-ed intendo qualsiasi facoltà-soprattutto quella italiana,tutta teoria e poca pratica,serve a dare innanzitutto una forma mentis più che delle "regole applicative"di "come si fanno le cose":per quello c'è solo l'esperienza...certo ke se ce ne facessero fare un pò in + non sarebbe male...
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